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giovedì 11 luglio 2019

Facciamo gli uomini

"Facciamo gli uomini" è un progetto di ampio respiro per invertire il trend preoccupante, in crescita, del femminicidio e delle violenza nei riguardi delle donne. Vuole coinvolgere i veri uomini, che rispettano le donne ed aborriscono le violenza. Una partenze forte e coinvolgente che viene dalla Associazione Italiana calciatori, dell'entusiasmo di  Damiano Tommasi che ha coinvolto tutto il mondo del calcio. Che ha ottenuto anche il sostegno del Senato della Repubblica, in particolare, la Senatrice Daniela Sbrollini, sportiva ed appassionata di sport, che oltre il mondo del calcio ha esortato le altre discipline a partecipare. Oggi 1 luglio è partita da Vicenza la campagna d'informazione che coinvolgerà tutto il paese. A Vicenza l'iniziativa ha avuto l'adesione della SOS ONLUS Villaggi dei bambini, che dà una casa, sostegno ed un futuro, a centinaia di bambini senza famiglia. Come ha spiegato Piera Moro, dirigente della ONLUS. Partendo dai giovani sarà possibile costruire un Paese  in cui il rispetto dei generi trionfi, finalmente.


@mauriziomao89

mercoledì 12 giugno 2019

ANCHE QUEST'ANNO ONDA PRIDE E VICENZA PRIDE 2019

Anche quest'anno è partita l'ONDA PRIDE la mobilitazione organizzata da Arcigay, dal Movimento LGBT  e dalle altre Associazioni per combattere contro l'intolleranza, l'isolamento e le aggressioni fisiche, per chi desidera il pieno diritto di vivere liberamente la propria vita. Giustamente chiedono che vengano rimossi gli ostacoli di ordine ecoonomico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Dal 10 di maggio partendo da Vercelli,  ogni weekend in un diverso capoluogo sono stati appuntamenti a cui hanno partecipato, pacificamente moltitudini di cittadini ed intere famiglie, di ogni colore politico, che sottoscrivono e sposano la tolleranza.
Sabato 15 giugno potremo  partecipere alla marcia del Vicenza Pride e alle iniziative a essa collegate. Il nostro sarà un sostegno convinto. Sfileremo tutti insieme , cittadini democratici,  famiglie,  associazioni e  tutti coloro che vogliono difendere la parità di diritti sancita dalla Costituzione.
Ci saranno i Parlamentari ed i Consiglieri Vicentini del Partito Democratico, anch'io ci sarò. Ci vediamo in Piazza, intanto chi vuole può  condividere,  perchè sia anche qui a  Vicenza una grande festa di civiltà.

giovedì 23 maggio 2019

Io voto PD in Europa

Care amiche, cari amici
Mancano pochi giorni alle elezioni Europee, poche ore.
Di fronte si trovano non solo partiti diversi, con approcci politici diversi e diversi per storia e per esperienza, ma si trovano davanti due modelli politici antagonisti.

Un modello nazionalista, gretto, chiuso in se stesso, un po' cialtrone, e molto ma molto autoritario e razzista, incarnato dai partiti di governo che per un anno l'uno, e per un anno meno qualche giorno l'altro, hanno fatto carne da macello di ogni sforzo fatto negli anni precedenti per migliorare questa sfortunata Italia.

Dall'altra un modello Europeo, che in qualche anno ci ha regalato una salva di nuovi diritti, e una certa, anche se modesta, stabilità dei conti, che ha prediletto un certo rigore per impedire una deriva economica che a noi costa sempre molto cara ma ha saputo anche impostare una netta ripresa del mercato del lavoro.

Da una parte chi baciando il rosario non ha esitato a mostrarsi il più razzista dei razzisti, dall'altra chi dice prima salviamoli poi ne parliamo.

Da una parte l'incompetenza fatta virtù, dall'altra la competenza esercitata in sordina.

Ma più di tutto vale la differenza tra chi vuole l'Italia isolata dal resto dell'Europa, con le frontiere chiuse, ma pretende di esportare senza limiti, e chi invece vuole essere protagonista nell'Europa dei grandi, per il bene dell'Italia.

Il 26 Maggio, Domenica prossima, è importante sorreggere il Partito Democratico, contro l'urto di chi vuole un Europa debole per consegnarla ai grandi colossi commerciali USA o Russi o Cinesi.
Noi vogliamo una grande Europa, che sia da argine a populisti e nazionalisti, e un Partito Democratico che spazzi via questa classe dirigente inetta che oggi sta sgovernando il Paese, ipotecando il futuro delle giovani generazioni future.

Non importa chi volete indicare nelle preferenze, ma è importante aumentare la forza del Partito Democratico.

Il 26 andate a votare, e portate chi di solito preferisce stare a casa, e mettete tutti la croce sul simbolo del Partito Democratico. Per discutere all'interno ci sarà tempo, per fermare i populisti e i fascisti, NO, NON C'E' più tempo.

lunedì 29 aprile 2019

Maratona vietata agli atleti africani a Trieste

Lo sport è condivisione, lo sport unisce, rende tutti uguali al nastro di partenza, lo sport insegna lealtà e rispetto dell’avversario.


Lo sport deve essere di esempio per bambini ed adulti. Trieste ed il Friuli non si meritano vergogne simili. Quale che sia, la giustificazione degli organizzatori di Trieste non regge. Chi va dicendo da mesi che ci si sta avviando a tempi bui, in queste scelte trova la dimostrazione concreta che la situazione sta sfuggendo di mano. Se ci sono atleti sfruttati, e probabilmente ci sono, sono ben altri gli strumenti per agire. Gli organizzatori del Trieste Running Festival non si nascondano dietro puerili giustificazioni. Non tolgano allo sport lo spirito etico che da tremila anni promuove pace e fratellanza.

domenica 31 marzo 2019

Copyring: sto con Benifei purtroppo per come è scritta la direttiva porrà dei seri problemi

"La mia posizione sul copyright è questa: abbiamo sicuramente migliorato il testo, ma sull'articolo 13, cioè sul filtraggio preventivo dei contenuti, nonostante alcuni miglioramenti, il testo non è ancora soddisfacente perché mette a rischio la certezza legale per gli operatori e la libertà di espressione degli utenti. Ovviamente, mi auguro che la applicazione sia fatta in modo da creare meno confusione e incertezza possibile". 


Brando Benifei eurodeputato del S&D-PD, Facebook, 28 marzo 2019

martedì 26 marzo 2019

Il Parlamento ha votato la nuova direttiva sul copyright, con una maggioranza molto stretta

"Il Parlamento ha votato la nuova direttiva sul copyright, con una maggioranza molto stretta.

Anche oggi - come a luglio e a settembre - e come vi avevo anticipato questa mattina, ho votato CONTRO questa direttiva, in dissenso dal mio gruppo parlamentare. Le formulazioni degli articoli 11 e 13 nelle prime versioni - anziché cercare un buon compromesso fra le legittime tutele del diritto d'autore e il libero accesso alla conoscenza - segnavano un approccio punitivo e quasi censore, mettendo a rischio la libertà di internet.  In seguito alla riapertura dei negoziati è stato trovato un nuovo accordo che è stato votato nelle scorse settimane dalla commissione JURI e oggi dalla Plenaria. 

La mia posizione NON È CAMBIATA.Le migliorie apportate agli articoli 11, ma soprattutto all’articolo 13 (ora articolo 17 del nuovo testo) non sono affatto sufficienti! Se il nuovo articolo 11 esclude dal suo scopo gli snippet compiendo un importante passo avanti, le modifiche all’articolo 17 introducono solamente un’eccezione per le PMI con meno di 3 anni di attività, con introiti inferiori ai 10 milioni di euro e un bacino di utenza sotto i 5 milioni al mese. Non vengono esonerate le piccole piattaforme e i piccoli siti web dal dotarsi di tecnologie di riconoscimento dei contenuti, che sono estremamente costose e non infallibili. Con tali misure si rischia che, a parte poche grandi aziende, le piattaforme minori, i blog, i piccoli editori non siano in grado di far fronte a questa novità e possano essere costretti a chiudere. Questi algoritmi, ancora imperfetti, potrebbero bloccare anche contenuti legittimi, limitando la libertà di espressione.Il diritto d’autore va difeso e tutelato, ma attraverso modalità moderne e adatte alla realtà digitale. Presto la Commissione europea si renderà conto di quanto il testo sia, poi, nei fatti, inapplicabile. Questo, infatti lascia ai singoli Stati il compito di definire come applicare le norme e, dunque, avremo verosimilmente 27 approcci diversi in base al posizionamento politico dei Governi. Rimane aperta anche la questione delle licenze: da chi bisogna comprarle? come si procederà? come saranno concesse? Il Parlamento europeo oggi ha scelto di sostenere una proposta che, seppur con intenti corretti, crea una situazione di confusione. Ne vedremo gli effetti nei prossimi mesi, purtroppo."

Daniela Viotti - Europarlamentare del S&D-PD (Circoscrizione Nord-Ovest),
Facebook, 26/03/2019

giovedì 28 febbraio 2019

L'autonomia slitta a fine anno

Ad un anno e mezzo di distanza dal referendum: Presidente Luca Zaia ha preso in giro i veneti, con il referenudm costato 14 milioni di euro e la promessa dei 9 decimi di tasse: l'unico atto concretto è la preintesa firmata a febbraio 2018 dal governo PD - Gentiloni. Io condivido il modello di autonomia dell'articolo 116. Non è realistico applicare le 23 materie chieste dal presidente Zaia, un‘ipotesi estrema. La bozza di Zaia non è compatibile con la Costituzione e la protesta del mondo della scuola è sacrosanta: sono al loro fianco. È più serio e più attuale circoscrivere le materie e sperimentare, come ha fatto l’Emilia Romagna. No a ipotesi di secessione mascherata. Un buon federalismo deve servire a unire l'Italia. La vera riforma da fare è la Camera delle Autonomie al posto del Senato, per avere un equilibrio più efficiente tra centro e territori. Sull'Autonomia mesi e mesi di chiacchiere. E ce ne aspettano altri ancora dato che si tirerà a campare fino alle elezioni europee.


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giovedì 31 gennaio 2019

Cosa vorresti per il futuro del PD?

Un partito democratico in cui siano rappresentante tutte le età, dai 16 anni in avanti e che rappresenti tutte le generazioni, che dia spazio in egual modo ad entrambi i sessi e dove siano rappresentanti anche i  disagi.  Che sia in grado di usare i Social come fanno i giovani, con il loro linguaggio, che li educhi alla politica, ed alla coscienza democratica partecipativa: senza giovani non c'è futuro  e per i giovani non ci sarà futuro se non si impegneranno a costruirselo.

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martedì 25 dicembre 2018

Chi si occuperà dei Giovani?

Quale futuro per il nostro Paese?
Lettera di Natale ai giovani disoccupati ed a quelli che hanno dovuto emigrare in cerca di una speranza per il futuro, a  noi che navighiamo a vista, che scelte decise non possiamo farle, per problemi economici, di casa, di lavoro, e le rimandiamo a chissà quando... Immersi in un precarietà senza fine. Questi politici! Si riempiono la bocca dell'attenzione ai giovani, poi però non fanno nulla o quasi. Soprattutto cercano di scaricare le proprie, incapacità e la propria inettitudine, proprio su di noi, etichettandoci "mammoni". Di noi giovani, qualcuno ha detto che siamo la prima generazione incredula. Non pratichiamo molto le chiese e i discorsi di fede, non ci attraggono. Non andiamo a votare perché non crediamo ai politici, il loro linguaggio è come quello dei datori di lavoro, che pretendono da noi giovani esperienza e che licenziano i nostri genitori, quarantenni, perché troppo vecchi: è una quadro desolante perché gli imprenditori, non sanno, essi stessi, che cosa vogliono, in realtà!!! Auspici per il 2019 dei giovani millennium: trovare il coraggio, di far sentire la nostra voce, tutti insieme!  Facciamo nostre le lotte operaie degli anni '60; quelle studentesche del '68 e quelle dei Diritti delle Donne. Siamo stufi di promesse non mantenute, di scuole non adeguate ai tempi, di imprenditori che hanno pretese assurde e fuori luogo: non troverete mai un candidato, che parli tutte le lingue e conosca tutti i   linguaggi informatici, che sia allo   stesso tempo un genio Finanziario, Amministrativo, Tecnico e Commerciale; che sappia prevedere il futuro è sia disposto, innanzitutto, a lavorare gratis! Meditate gente, se non c'è futuro per i giovani, non ci sarà,più, alcun futuro per il Globo terrestre! Una delle chiavi di successo del Boom industriale del dopoguerra, fu che le aziende assumevano gli apprendisti. Essi venivano affidati ai " maestri" che li addestravano. L'apprendistato consisteva, nell'imparare a condurre tutte le linee di tutti i reparti, di modo che fossero, sempre tutti, intercambiabili. Al sabato "i capetti" si trovano per discutere ed evidenziare i problemi. Il lunedì bastava, meno di 1 ora, di riunione per discernere i problemi e trovare le soluzioni. L'azienda si curava di tutti i problemi anche famigliari, il padrone era anche un padre. Ciò faceva sí che gli apprendisti lasciavano l'azienda, solo dopo 40 anni di lavoro, per andare in pensione. Somiglia terribilmente al "Sistema Lean" che ora i Giapponesi vengono ad illustrare in Italia.

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